Archivio Luglio 2007
Il nome della rosa
di marni (09/07/2007 - 14:15)
Incipit
In principio era il Verbo e il Verbo era presso di Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l'unico immodificabile evento di cui si possa asserire l'incontrovertibile verità. Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti ( ahi, quanto illeggibili) nell'errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male.
Explicit
Sprofonderò nella tenebra divina, in un silenzio muto e in una unione ineffabile. e in questo sprofondarsi andrà perduta ogni eguaglianza e ogni diseguaglianza, e in quell'abisso il mio spirito perderà se stesso, e non conoscerò ne' l'uguale ne' il diseguale, ne' altro: e saranno dimenticate tutte le differenze, sarò nel fondamento semplice, nel deserto silenzioso dove mai si vide diversità, nell'intimo dove nessuno si trova nel proprio luogo. Cadrò nella divinità silenziosa e disabitata dove non c'è opera ne' immagine.
Fa freddo nello scriptorium, il pollice mi duole. Lascio questo scritto, non so per chi, non so più intorno a che cosa: rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.
Il nome della rosa
di Umberto Eco
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In principio era il Verbo e il Verbo era presso di Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l'unico immodificabile evento di cui si possa asserire l'incontrovertibile verità. Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti ( ahi, quanto illeggibili) nell'errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male.
Explicit
Sprofonderò nella tenebra divina, in un silenzio muto e in una unione ineffabile. e in questo sprofondarsi andrà perduta ogni eguaglianza e ogni diseguaglianza, e in quell'abisso il mio spirito perderà se stesso, e non conoscerò ne' l'uguale ne' il diseguale, ne' altro: e saranno dimenticate tutte le differenze, sarò nel fondamento semplice, nel deserto silenzioso dove mai si vide diversità, nell'intimo dove nessuno si trova nel proprio luogo. Cadrò nella divinità silenziosa e disabitata dove non c'è opera ne' immagine.
Fa freddo nello scriptorium, il pollice mi duole. Lascio questo scritto, non so per chi, non so più intorno a che cosa: rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.
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