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Archivio Agosto 2007

Il profumo

di marni (10/08/2007 - 12:38)

Incipit

Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell'epoca non povera di geniali e scellerate figure. Qui sarà raccontata la sua storia.Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille, e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali De Sade, Saint Juste, Fouchè, Buonaparte ecc.. oggi è caduto nell'oblio, non è certo perchè Grenouille stesse indietro a questi più noti  figli delle tenebre per spavalderia, disprezzo degli altri, immoralità, empietà insomma, bensì perchè il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio che nella sotria non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.

Explicit

Nelle loro anime tenebrose si agitava d'un tratto un'ombra di gaiezza. E sui loro volti aleggiava un tenero, timido barlume di felicità. Per questo forse avevano timore di alzare lo sguardo e di guardarsi negli occhi. Quando poi trovarono il coraggio di farlo, dapprima con circospezione e in seguito senza più riserva, dovettero sorridere. Per la prima volta avevano compiuto un gesto d'amore.


Il profumo di  Patrick Suskind


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Che tu sia per me il coltello

di marni (03/08/2007 - 15:07)

Incipit

Myriam, tu non mi conosci e, quando ti scrivo sembra anche a me di non conoscermi. A dire il vero ho cercato di non scrivere, sono già due giorni che ci provo, ma adesso mi sono arreso. Ti ho vista l'altro ieri al raduno del liceo. Tu non mi hai notato, stavo in disparte, forse non potevi vedermi.

Explicit

Poi, per un attimo, ha aperto gli occhi, mi ha guardato, e li ha richiusi con dolore. Ho visto le sue ciglia fremere e ha emesso un gemito come non ho mai sentito provenire dalla bocca di un uomo. Ha ripetuto il mio nome, ancora e ancora e ancora. E ricordo anche che, prima di correre verso il bambino, prima di toccare Yair, il mio sguardo è caduto  sulle palme delle loro mani, delle mani di Yair e Yidò. Erano blu,trasparenti per il freddo, e incredibilmente somiglianti. Avevamo entrambi dita lunghe e belle; lunghe sottili e fragili.


"Che tu sia per me il coltello" di   David Grossman

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