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Che tu sia per me il coltello
di marni (03/08/2007 - 15:07)
Incipit
Myriam, tu non mi conosci e, quando ti scrivo sembra anche a me di non conoscermi. A dire il vero ho cercato di non scrivere, sono già due giorni che ci provo, ma adesso mi sono arreso. Ti ho vista l'altro ieri al raduno del liceo. Tu non mi hai notato, stavo in disparte, forse non potevi vedermi.
Explicit
Poi, per un attimo, ha aperto gli occhi, mi ha guardato, e li ha richiusi con dolore. Ho visto le sue ciglia fremere e ha emesso un gemito come non ho mai sentito provenire dalla bocca di un uomo. Ha ripetuto il mio nome, ancora e ancora e ancora. E ricordo anche che, prima di correre verso il bambino, prima di toccare Yair, il mio sguardo è caduto sulle palme delle loro mani, delle mani di Yair e Yidò. Erano blu,trasparenti per il freddo, e incredibilmente somiglianti. Avevamo entrambi dita lunghe e belle; lunghe sottili e fragili.
Explicit
Poi, per un attimo, ha aperto gli occhi, mi ha guardato, e li ha richiusi con dolore. Ho visto le sue ciglia fremere e ha emesso un gemito come non ho mai sentito provenire dalla bocca di un uomo. Ha ripetuto il mio nome, ancora e ancora e ancora. E ricordo anche che, prima di correre verso il bambino, prima di toccare Yair, il mio sguardo è caduto sulle palme delle loro mani, delle mani di Yair e Yidò. Erano blu,trasparenti per il freddo, e incredibilmente somiglianti. Avevamo entrambi dita lunghe e belle; lunghe sottili e fragili.
"Che tu sia per me il coltello" di David Grossman
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